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Archive for July, 2019

. . . Cercavo te nelle stelle . . . Sono tornato perché c’eri tu …

Letture/Lecturas

REGISTRAZIONE DEL 25 APRILE 2016

11 febbraio 1946 – Primo Levi
da “Ad ora incerta”, Garzanti Editore, 1984
Lettura di Luigi Maria Corsanico
Memory, Adrian Konarski

~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

Cercavo te nelle stelle
Quando le interrogavo bambino.
Ho chiesto di te alle montagne,
Ma non mi diedero che poche volte
Solitudine e breve pace.
Perché mancavi, nelle lunghe sere
Meditai la bestemmia insensata
Che il mondo era uno sbaglio di Dio,
Io uno sbaglio nel mondo.
E quando, davanti alla morte,
Ho gridato di no da ogni fibra,
Che non avevo ancora finito,
Che troppo ancora dovevo fare,
Era perché mi stavi davanti,
Tu con me accanto, come oggi avviene,
Un uomo una donna sotto il sole.
Sono tornato perché c’eri tu.

Primo Levi

11 febbraio 1946

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. . . Che peso ha questo lungo silenzio? Bevo le tue parole adolescente… Mi manchi, LuXor……… (… A un amico bloggher… )

Ettore Massarese

Mi manca il tuo amico canto,

di doloroso, misterioso incanto;

mi manca il suono del tuo bagliore,

adolescente e senile ardore…

Mi, manca LuxOr,

delle tue pene il liquore,

quello scivolare tra fiumi e pioppi

danzando oltre i metrici intoppi…

Sono mesi e mesi che taci…

e di te mi chiedo:

che peso e che natura ha questo silenzio?

Apro le finestre dei ricordi

e bevo le tue parole quasi fossero assenzio.

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A un amico bloggher (LuxOr)

Ero intenzionato a pubblicarla sul mio blog nell’aprile del 2018 poiché ero ritornato dopo mesi di assenza e avevo visto questa poesia di Franz a me dedicata. Purtroppo, sono stato nuovamente assente per un periodo ancora più lungo (circa un anno). Cercavo questa poesia sin dall’aprile di quest’anno, da quando ho ripreso a scrivere sul blog. Finalmente l’ho trovata e la pubblico con una emozione che non riesco a esprimere con le parole. Riporto qui sotto il mio commento di un anno fa. Grazie carissimo amico, grazie Franz:
“La leggo solo adesso. Sono profondamente emozionato e confesso che mi è uscita una lacrima. Una poesia che mi scuote dentro come non mai. Grazie. Nei giorni in cui l’hai scritta ero lontanissimo, troppo lontano. Ma sono felice di aver letto il tuo richiamo e di avere letto tanti commenti dolci e meravigliosi. Un forte abbraccio, carissimo meraviglioso amico.”

via A un amico bloggher (luxOr) — Compensazioni equoree

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• Ingmar Bergman:
“. . . Abito nel mio sogno… & faccio una piccola visita alla realtà…”

– Il film, quando non è un documentario, è un sogno.

. . . In realtà io vivo continuamente nella mia infanzia: giro negli appartamenti nella penombra, passeggio per le vie silenziose di Uppsala, e mi fermo davanti alla Sommarhuset ad ascoltare l’enorme betulla a due tronchi, mi sposto con la velocità a secondi, e abito sempre nel mio sogno: di tanto in tanto, faccio una piccola visita alla realtà…

• Ingmar Bergman * 14.o7.1918 * 30.o7.2007 * + ∞


*
https://www.youtube.com/results?search_query=ingmar+bergman
*
. . . Il film, quando non è un documentario, è un sogno. È per questo che Tarkovskij è il più grande di tutti.
*
. . . Fellini, Kurosawa e Buñuel
si muovono nello stesso campo di Tarkovsky. Antonioni era sulla buona strada, poi è come spirato, soffocato dal suo stesso tedio.
*
. . . [Su L’ora del lupo]
Terribilmente personale….
. . . Ho osato fare alcuni passi, ma non ho percorso tutta la strada… È un passo barcollante nella direzione giusta.
https://youtu.be/qVeJjxlNwIM
*
. . . [Su Jean-Luc Godard]
Non ho mai ricevuto nulla dai suoi film. Sono costruiti, falsamente intellettuali, e completamente privi di vita. Cinematograficamente senza interesse e infinitamente noiosi. Godard è una noia fottuta. Ha fatto i suoi film per i critici.
*
. . . Per me [Orson Welles]
è solo una bufala. Non è interessante. È morto. Quarto potere, di cui ho una copia, è il prediletto dei critici, sempre in cima ai sondaggi, ma io credo sia una noia totale….
*
. . . Incipit di “L’immagine allo specchio”
Svezia, settembre 1975
……………….. Cari amici
Stiamo per fare un film che, in un certo senso, tratta di un mancato suicidio. In effetti ha a che fare (stavo per dire “come al solito”) con Vita, Amore e Morte. Perché in realtà non esiste nulla di più importante di cui occuparsi, a cui pensare, di cui preoccuparsi, di cui rallegrarsi e così via.
Se qualche persona onesta dovesse domandarmi onestamente perché abbia scritto questo film, io, ad essere onesto, non sarei in grado di dare una risposta netta.
*
* https://it.wikiquote.org/wiki/Ingmar_Bergman
* https://it.wikipedia.org/wiki/Ingmar_Bergman
*
* Il posto delle fragole
https://it.wikiquote.org/wiki/Il_posto_delle_fragole
.
https://youtu.be/E-NfYB4KvUM
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https://youtu.be/fs_j7y_QyM8
.
https://youtu.be/EwMgTyVbCS0
.
https://www.criterion.com/films/175-wi
*
* Ingmar Bergman, Images : my life in film (London: Bloomsbury, 1994. ISBN 0-7475-1670-7.
https://ia802807.us.archive.org/15/items/ImagesMyLifeInFilm/Images,%20My%20life%20in%20film.pdf
*
* https://en.wikipedia.org/wiki/Ingmar_Bergman
* https://en.wikiquote.org/wiki/Ingmar_Bergman
*
• FILMS & DOC
https://youtu.be/rWjxnqu9K8g
.
https://www.youtube.com/watch?v=qVeJjxlNwIM&list=PLgEqNDcNX-RXBpBAVUFc94Tn9b2uExEC0
.
https://www.youtube.com/results?search_query=ingmar+bergman+full+movies+english+subtitles

*

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• Primo Levi * 100 * 31.o7.1919 * 11.o4.1987

Letture/Lecturas

«Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre».

Primo Levi

da: “I sommersi e i salvati
in: “PRIMO LEVI – Se questo è un uomo; La tregua” – Einaudi, Torino 1989

Lettura di Luigi Maria Corsanico

György Ligeti : Requiem

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. . . dolorosi pianti…….. cantiamo insieme con migranti…….

Ettore Massarese

Son secoli ed anni a migliaia

che galleggio, bolla di luce,

tra la roccia e la chiglia

ultimo brandello frantumato

del mio vascello naufragato.

Il mare mi prese

li’ oltre la punta delle  ibride sirene stese

e ne appresi il canto che anfibio mi rese.

Oh, ne ho viste genti aggrapparsi ai legni

urlare al cielo e a tutti i maledetti regni

per poi cadere, mutando, quali anime in bolla.

Questo mare, ora, di troppi nuovi corpi s’affolla.

Li vedo, spauriti, sgranati gli occhi,

senz’aria e senza presa,

senza di vita altri sbocchi.

Ma la pietà racconta l’accoglienza

si che le facemmo tutte creature, come noi, mutanti,

vivide bolle di luce cangianti.

Ora cantiamo insieme il sonno d’onda dei migranti

che increspa l’acqua di gioia e dolorosi pianti.

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• MARCELLO COMETINI:

. . . Una splendida poesia carnale e misteriosa di PABLO NERUDA che il carissimo amico Luigi Maria Corsanico mi ha fatto scoprire:
https://youtu.be/0uTcxrFtPss

L’ho tradotta con un profondo senso di rapimento.

. . . Potete contemporaneamente ascoltarla
in lingua originale nella lettura di Luigi Maria Corsanico e leggere la mia traduzione nella quale ho cercato di ricreare il ritmo, il senso e la carnalità del Grande Neruda:

• ACQUA SESSUALE • PABLO NERUDA

Venendo giù a goccioloni radi,
a gocce simili a denti,
a dense gocce di marmellata e sangue,
rotolando a goccioloni,
viene giù l’acqua,
come gocce di una spada,
come uno straziante fiume di vetro,
viene giù mordendo,
scrollando l’asse della simmetria, aderendo alle cuciture dell’anima,
spezzando cose dimenticate, imbevendo il buio.

È solamente un sospiro, più umido del pianto,
un liquido, un sudore, un unguento senza nome,
un movimento veloce,
che si trasforma, si addensa,
viene giù l’acqua,
a goccioloni lenti,
verso il suo mare, verso il suo asciutto oceano,
alla sua onda senz’acqua.

Vedo l’estate distesa, e un rantolo che sale da un granaio,
cantine, cicale,
gente, animazione,
camere, ragazze
addormentate con le mani sul cuore,
sognano banditi, fuochi,
vedo navi,
vedo alberi di midollo
irti come gatti rabbiosi,
vedo sangue, pugnali e calze da donna,
e peli di uomo,
vedo letti, vedo corridoi dove grida una vergine,
vedo coperte e organi e alberghi.

Vedo i più intimi sogni,
riconosco gli ultimi giorni
e anche le origini e anche i ricordi,
come una palpebra atrocemente alzata a forza
sto guardando.

E allora c’è questo suono:
un rumore rosso di ossa,
un aderire di carni
e gambe bionde allacciate tra loro come spighe.
Io ascolto in mezzo allo schioccare di baci,
ascolto, turbato tra respiri e singhiozzi.

Sto guardando, ascoltando,
con metà dell’anima in mare e metà dell’anima sulla terra
e con entrambe le metà guardo il mondo.

E per quanto io chiuda gli occhi e mi copra interamente il cuore,
vedo venir giù acqua sorda,
a goccioloni sordi.
È come un uragano gelatinoso,
come una cataratta di spermi e meduse.
Vedo aprirsi un’iride torbida.
Vedo passare le sue acque attraverso delle ossa.
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© MARCELLO COMETINI:
WP :: https://marcellocomitini.wordpress.com/
f :: https://www.facebook.com/marcello.comitini
.
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• PABLO NERUDA • AGUA SEXUAL
https://youtu.be/0uTcxrFtPss
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Buenos Aires * Diciembre de 1933
Residencia en la tierra, II, Madrid,1935
Editorial: Cruz y Raya. Ediciones del Árbol
Music: Astor Piazzolla – Quejas de bandoneón

• Leído por Luigi Maria Corsanico
• Ad alta voce • En voz alta • 04.07.2016
• PlayList • PABLO NERUDA
https://www.youtube.com/watch?v=R4npMfDqw58&list=PLtS8Hpi8huj-3H9qcort4FCLdSZiOWxmT
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
• L. M. Corsanico • ALL PLAYLISTS @ YOUTUBE
https://www.youtube.com/channel/UCbpFSZT-T7PYjIeElJw2Xpg/playlists
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
• Luigi Maria Corsanico • LETTURE @ W_P

https://letturelecturas.home.blog/
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• PABLO NERUDA • AGUA SEXUAL
https://youtu.be/0uTcxrFtPss
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Rodando a goterones solos,
a gotas como dientes,
a espesos goterones de mermelada y sangre,
rodando a goterones
cae el agua,
como una espada en gotas,
como un desgarrador río de vidrio,
cae mordiendo,
golpeando el eje de la simetría, pegando en las costuras del alma,
rompiendo cosas abandonadas, empapando lo oscuro.
Solamente es un soplo, más húmedo que el llanto,
un líquido, un sudor, un aceite sin nombre,
un movimiento agudo,
haciéndose, espesándose,
cae el agua,
a goterones lentos,
hacia su mar, hacia su seco océano,
hacia su ola sin agua.
Veo el verano extenso, y un estertor saliendo de un granero,
bodegas, cigarras,
poblaciones, estímulos,
habitaciones, niñas
durmiendo con las manos en el corazón,
soñando con bandidos, con incendios,
veo barcos,
veo árboles de médula
erizados como gatos rabiosos,
veo sangre, puñales y medias de mujer,
y pelos de hombre,
veo camas, veo corredores donde grita una virgen,
veo frazadas y órganos y hoteles.
Veo los sueños sigilosos,
admito los postreros días,
y también los orígenes, y también los recuerdos,
como un párpado atrozmente levantado a la fuerza
estoy mirando.
Y entonces hay este sonido:
un ruido ro¡o de huesos,
un pegarse de carne,
y piernas amarillas como espigas juntándose.
Yo escucho entre el disparo de los besos,
escucho, sacudido entre respiraciones y sollozos.
Estoy mirando, oyendo,
con la mitad del alma en el mar y la mitad del alma en la tierra,
y con las dos mitades del alma miro el mundo.
Y aunque cierre los ojos y me cubra el corazón enteramente,
veo caer agua sorda,
a goterones sordos.
Es como un huracán de gelatina,
como una catarata de espermas y medusas.
Veo correr un arco iris turbio.
Veo pasar sus aguas a través de los huesos.
.
© PABLO NERUDA – AGUA SEXUAL
Buenos Aires * Diciembre de 1933
Residencia en la tierra, II, Madrid,1935
Editorial:  Cruz y Raya. Ediciones del Árbol
Music: Astor Piazzolla – Quejas de bandoneón
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
• Leído por Luigi Maria Corsanico
• Ad alta voce • En voz alta • 04.07.2016
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
• PlayList • PABLO NERUDA
https://www.youtube.com/watch?v=R4npMfDqw58&list=PLtS8Hpi8huj-3H9qcort4FCLdSZiOWxmT
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
• L. M. Corsanico • ALL PLAYLISTS @ YOUTUBE
https://www.youtube.com/channel/UCbpFSZT-T7PYjIeElJw2Xpg/playlists
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
• Luigi Maria Corsanico • LETTURE @ W_P

https://letturelecturas.home.blog/
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dormiveglia

. . . e ti perdi… nei sogni dell’amore…

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. . . Tutto sia tuo… ma…..mai di chi non ti ama……..

almerighi

Ricordo passi sotto la pioggia,
l’ombrello inutile tra i portici,
un traffico sibilante, e ancora
l’inutile impazienza
di vederti star meglio:
tutto emerge chiaro.
Il chiarore abbaglia gli occhi,
centotrenta milioni di occhi.

Il pensiero parla, si perde
in docili orecchiabili motivi,
giunge ottuso all’altro lato
della strada, per riprendere
il lato opposto dell’anima
cui è difficile parlare.

Un mondo condito a scemenze
è in eclissi.
Tutto quanto ti scava,
sia tuo, mai di chi non ti ama.

Dicevo di quei passi,
il vero compromesso con la vita
è andare avanti.
Mentre fa male, sorridi
non ti fermare.

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