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Archive for January, 2020

. . . non farlo… se è già una fatica il solo pensiero di farlo …

Letture/Lecturas

Charles Bukowski – e così vorresti fare lo scrittore?
da “E così vorresti fare lo scrittore?”
Guanda, 2007
(Traduzione di Simona Viciani)
so you want to be a writer?
“Sifting Through the Madness for the Word, the Line, the Way”,
Ecco Press, New York, 2003

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Keith Jarrett Trio
In Your Own Sweet Way

~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

e così vorresti fare lo scrittore? –

se non ti esplode dentro
a dispetto di tutto,
non farlo.
a meno che non ti venga dritto dal
cuore e dalla mente e dalla bocca
e dalle viscere,
non farlo.
se devi startene seduto per ore
a fissare lo schermo del computer
o curvo sulla
macchina da scrivere
alla ricerca delle parole,
non farlo.
se lo fai per soldi o per
fama,
non farlo.
se lo fai perché vuoi
delle donne nel letto,
non farlo.
se devi startene lì a
scrivere e riscrivere,

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:: Biagina Danieli ::

• Poesia

Come il sole a mezzanotte
esisti dove non dovresti.
Resisti.

Ed io con te, amica silenziosa
di pensieri fragili.

Sei esistenza concreta
e non hai vita.

Sei parole divine
e non parli.

Sei più vera dell’aria
che respiro.
.
© :: Biagina Danieli * 2020
https://biadoit.wordpress.com/2020/01/29/poesia/
.
https://biadoit.wordpress.com/
.
:: Biagina Danieli :: Poetry

Like the sun at midnight
you exist where you shouldn’t.
Hold on.

And I with you, silent friend
of fragile thoughts.

You are concrete existence
and you have no life.

Six divine words
and don’t talk.

You are truer than air
what a breath.

………………………….

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. . . e tante corse tristi dietro il reticolato…

Poesia in rete

Foto di Hengki Koentijoro

invece di spolverare i mobili
Virginia prende la porta
s’avvia verso i campi
arriva all’acqua
e, due grosse pietre in tasca,
cerca il naufragio
a pochi passi da casa.
Ma anche qui
nel buio che l’accoglie
– i pesci guizzanti
le alghe verde-marroni
la melma sul fondo –
brilla qualcosa
che dà luce al mondo

∗∗∗

a filo d’acqua intravedo
gli oleandri fioriti sulla riva
il porto tranquillo
le case sulla collina
il campanile della mia chiesa
i bagnanti di porcellana
illuminati dal sole.

Ma all’improvviso la scena appassisce
come un’eclisse.
Basta – gorgoglio mentre l’onda
mi schiuma in gola –
basta di tutto questo!
Non sentite quanta pena
si nasconde, ritrosa,
dietro l’idillio?

Allora – mi dico – meglio scendere
e scendere ancora nel profondo
sino a toccare l’ombra
vagante sola sul fondo…

∗∗∗

«ma io naufragio l’ho fatto davvero
– dice una voce da dietro –

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. . . anch’io, semplicemente, avevo avuto un volto d’uomo…

Letture/Lecturas

REGISTRAZIONE DEL 23 GENNAIO 2016

Benjamin Fondane
(Jasi, Moldavia, 1898 – Birkenau, Polonia, 1944)

È a voi che parlo
(B. Fondane, Le mal des fantômes, cit., Préface en prose, pp. 151-153)
voce recitante: Luigi Maria Corsanico

Horowitz plays Wagner-Liszt Isolde’s Liebestod.
Menashe Kadishman, Fallen Leaves, in mostra al museo del giudaismo di Berlino.
Gustav Klimt – La morte e la vita (1908, Vienna, collezione privata)

~~~~~~~~

Benjamin Fondane(14 novembre 1898, Iași, Romania – 2 ottobre 1944, Campo di concentramento di Auschwitz, Oświęcim, Polonia) è un uomo dalle tre anime e dalle tre identità: ebrea, rumena, francese, alle quali corrispondono i suoi tre nomi: Wechsler, Fundoianu,Fondane.
Scrittore, poeta e filosofo, saggista, drammaturgo e cineasta, i suoi scritti sono sofferti tentativi di restituire all’uomo una libertà perduta e una riflessione sul destino dello stesso. Nel 1923 si trasferisce in Francia, dove pubblicaRimbaud le voyou(1933),La Coscience malheureuse(1936),Faux…

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. . . si sta soli cosí, oggi, un giorno cosí, un giorno piú soli…

Poesia in rete

Foto di Danilo De Marco

Gli occhi si sono fatti di sale nel voltarmi
i pensieri si sono fermati nei gesti, nel silenzio delle cose fatte;
ho raccolto le briciole del dopopranzo
e le ho scosse nell’aria vitrea del giardino
dove è appena spiovuto e irrompe il sole.
Qui, anche il piú lieve soprassalto del merlo oltre la siepe
sta fermo e stanno ferme le mie parole come navi in bottiglia.
La vostra lingua è la mia, ma la mia non è la vostra
mi sono sentito pensare mentre in casa lampeggia in penombra
il televisore e una musica epica diffonde l’eleganza di una berlina.
Tengo per me cos’è curare il fuoco
l’odore spesso di legna bagnata, lo stoppino fra le dita
lo stare di tutti i giorni nelle cose da fare, dentro un’altra luce
rotta dalle nuvole, un diverso tramontare allacciato agli alberi alti
pieno negli occhi delle case, sulle bestie…

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. . . Le parole erano rimaste indietro. E nemmeno noi esistevamo più…

Poesia in rete

Forse dormiamo e stiamo sognando, mi disse lei,
e io le ho creduto, perché diventava
più pesante o più leggera a volontà
simile agli uccelli in volo.

Correvamo verso l’alto sulle scale di cemento
e lei sollevava dal mio abbraccio
due occhi splendenti, argentei,
verso un cielo inventato proprio allora.

Il suo sguardo fondeva i muri,
feriva le mie guance da cui
erompeva il sangue verso il passato
senza dolore, a fiotti.

Forse dormiamo e stiamo sognando, mi disse lei.
Correvamo verso l’alto. La scala di cemento
era terminata da un pezzo. Ed anche l’edificio.
Avevamo superato anche il futuro. Le parole
erano rimaste indietro. E forse nemmeno noi
esistevamo più.

Nichita Stănescu

(Traduzione di Fulvio del Fabbro e Alessia Tondini)

da “Il diritto al tempo”, 1965, in “La guerra delle parole”, Le Lettere, Firenze, 1999

∗∗∗

Parcă dormim şi visăm

Parcă dormim şi visăm, îmi spuse ea,
şi eu am…

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. . . Morire è nulla… perderti è difficile…

Poesia in rete

Domenico Tattoli, Autumn Leaves

Io sono come quella foglia, guarda,
sul nudo ramo, che un prodigio ancora
tiene attaccata.

Negami dunque. Non ne sia rattristata
la bella età che a un’ansia ti colora,
e per me a slanci infantili s’attarda.

Dimmi tu addio, se a me dirlo non riesce.
Morire è nulla; perderti è difficile.

Umberto Saba

da “Il canzoniere” (1900-1954), “I Millenni” Einaudi, 1965

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Poesia

. . . MARIA: il nome della donna che è stata amata di più…

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*|* FELLINI *|* 100 • 01.20.1920 + ∞
. . . AMARCORD FELLINIANO
. . . i disegni di Fellini animati
.
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.
.
.
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e il mondo dietro

. . . fu anche la vita… e piccole partenze senza meta…

LATITUDINI E ALTRE PAROLE

restammo indietro di un uomo
quel giorno che si chiamava ieri
appesi a memoria
sulla porta di un vecchio bar,
porcellane luccicanti
di una luce spesa a metà

e ci abituammo ai confini poco per volta
con due metri di cancelli
e alcune storie da rifilare alla luna,
pazienti e senza nome
intorno alle trame
di un fiore comprato in fiera

poche idee e nemmeno il tempo
di crescere tra scrosci e rarità,
con qualche schema aggiustato di corsa
a pesare il vento di una vela
e la strada addosso
senza la pioggia più vera dei marciapiedi

poi fu anche la vita
di stralci a comete a rincorrere qualche mese,
con due note sul petto e il mondo dietro
amando in fondo il cielo
e piccole partenze senza meta

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